Maria Grazia Scorza, tra Liguria e Svizzera: la scrittura come ponte culturale

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di Valentina Besana

Nata a Genova e cresciuta a Paradiso, sul Lago di Lugano (CH), Maria Grazia Scorza è una scrittrice e insegnante che incarna un percorso culturale tra Liguria e Svizzera. Laureata all’Accademia Internazionale Città di Roma, è anche imprenditrice, scrittrice pluripremiata, membro dell’Associazione Scrittori Italiani in Svizzera e iscritta all’A.U.P.I. – Albo Ufficiale Poeti Italiani.

Tra i suoi libri figurano Il virus del potere (2020) e Quel maledetto segreto (2022), romanzi che, come le sue altre opere, affrontano temi psicologici e sociali legati alle fragilità umane e alle dinamiche del potere. Conduce anche una trasmissione culturale tra Svizzera e Brasile su Radio Brasil Som FM e promuove eventi a scopo benefico, devolvendo il ricavato a diverse fondazioni. Nel 2025 ha pubblicato Il Nemico Dentro, romanzo dedicato al disagio esistenziale e all’illusione del potere nella società contemporanea.

Maria Grazia, sei nata a Genova ma cresciuta a Paradiso, in Canton Ticino. Quanto hanno inciso Liguria e Svizzera in termini di sensibilità culturale?

Ambedue hanno sicuramente dato un peso importante alla mia sensibilità culturale soprattutto se intendiamo la cultura come usi e costumi e non come arte o letteratura che qui in Ticino è stata quasi totalmente influenzata dall’Italia facendone un tempo parte integrante. Ho soprattutto imparato regole comportamentali 

 differenti da quelle del mio paese natio, un certo rigore e rispetto verso l’ambiente e anche, per esempio, semplici regole condominiali che richiedevano orari ben precisi per svolgere attività che potevano dare disturbo agli altri condomini. Poi vivere in Svizzera mi ha spinto a imparare le lingue nazionali e anche il dialetto ticinese.

Oltre all’attività imprenditoriale e didattica, la letteratura ha un ruolo centrale nella tua vita. Come riesci a conciliare insegnamento, impresa e scrittura? C’è un filo conduttore che le unisce?

Voler diventare imprenditrice credo sia stato un desiderio che avevo sin da piccola, da quando persi mio padre e nessuno della famiglia poté continuare la sua attività imprenditoriale. Ricordo che avrei voluto essere già adulta e continuare io, ma non era possibile. L’insegnamento è stata la volontà di donare le proprie conoscenze con pazienza e amore, la stessa cosa per la letteratura, lo scrivere è per me il desiderio di raccontare le mie sensazioni osservando chi mi sta intorno e quello che scrivo spero sempre possa aiutare le persone a conoscere meglio se stessi. In fondo se vogliamo trovare un filo conduttore direi che la parola Amore sia quella giusta.

Il tuo ultimo romanzo, Il Nemico Dentro, affronta il disagio esistenziale e l’illusione del potere. In una società sempre più dominata dall’apparenza e dalla ricerca di successo immediato, pensi che la letteratura possa ancora essere una “coscienza critica”?

La letteratura aiuta certamente perché è fonte di conoscenza, di confronto, di apertura mentale, nel passato alcuni movimenti letterari hanno dato un’impronta tangibile nella società.

Nel tuo percorso emerge una costante attenzione al disagio umano e sociale. Attraverso i tuoi romanzi, quale riflessione vuoi offrire alla società di oggi?

In fondo molto modestamente vorrei che ci fosse nelle persone una sorta di esame di coscienza, un ritorno alla collaborazione alla cancellazione di parole come razzismo e omofobia e fosse risaltato l’essere umano per ciò che è e non per altro. Vorrei che si tenesse più conto dell’essere e non dell’apparire.

Sei membro dell’Associazione Scrittori Italiani in Svizzera e iscritta all’Albo Ufficiale Poeti Italiani. Quanto è importante fare rete tra autori, soprattutto in contesti transfrontalieri?

Molto importante perché lo scambio di idee di culture diverse arricchisce sia nella poetica che nella letteratura e nell’arte in generale. Vorrei anche informarti che da poco faccio parte dell’Accademia ARIAL Accademia Rotariana Italiana di Arte e Letteratura che mi ha onorato nel volere la mia presenza.

Hai ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali. Che valore attribuisci ai premi letterari nel percorso di uno scrittore? Sono un punto di arrivo o uno stimolo a proseguire?

Sicuramente uno stimolo per proseguire, infatti forse se con Il virus del potere non avessi inaspettatamente ricevuto il premio della critica forse la mia carriera letteraria sarebbe stata sicuramente più lenta. Avrei comunque scritto ma lo avrei fatto solo per me e i miei amici.

Accanto alla scrittura e all’impegno culturale, porti avanti anche iniziative benefiche, devolvendo i ricavati a fondazioni. Da dove nasce questa scelta? Credi che la cultura possa avere anche una responsabilità sociale?

Sicuramente la cultura non può essere solo parole occorre agisca là dove c’è bisogno materialmente. Io ancora prima di scrivere mi sono occupata di organizzare eventi in favore di persone in condizioni precarie e in seguito con l’insegnamento della lingua italiana agli asilanti provenienti da differenti zone dell’Africa. Devo dire che sono state esperienze che mi hanno gratificato più di qualsiasi premio letterario. La riconoscenza per ciò che facevo la leggevo negli occhi di quelle persone che fino ad allora avevano solo ricevuto soprusi e violenze. Il dono più bello era quando passato il primo momento di diffidenza si rendevano conto che stavo lì per aiutarli e non chiedevo loro niente in cambio e alla fine di ogni lezione mi abbracciavano semplicemente per dire Grazie…

Guardando al futuro, quali progetti hai in cantiere?

A volte penso di non essere normale, visto che finito un libro ne metto in cantiere un altro. Infatti sono già al nono capitolo di un nuovo romanzo.

Maria Grazia, ti ringraziamo per aver condiviso con noi la tua storia e il tuo sguardo, capace di unire radici e orizzonti, identità e responsabilità. A te l’augurio di continuare a costruire, attraverso la letteratura e l’impegno culturale, nuovi ponti tra le comunità.

Sono io che ringrazio per l’attenzione che avete rivolto al mio lavoro. Grazie di cuore.

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