Radici comuni, destino unito: il cuore delle Alpi oltre la frontiera

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di Lucas Casati

In un’epoca segnata da frammentazioni e incertezze, esiste un territorio nel cuore del continente che
ha scelto di rivendicare con forza la propria identità collettiva.
L’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino non è un semplice accordo burocratico, ma la manifestazione
di un’unione tra terre che condividono una storia millenaria, una geografia alpina indissolubile e un
patrimonio economico e culturale comune.
È la visione di una “piccola Europa nell’Europa”, dove la coesione prevale sulle divisioni e la
cooperazione transnazionale diventa lo strumento per elevare la qualità della vita dei cittadini.
La cooperazione territoriale in quest’area non è un esperimento recente, ma affonda le sue radici in
una lunga tradizione che ha visto tappe fondamentali come la nascita di ARGE ALP nel 1972 e,
successivamente, della strategia EUSALP nel 2006. Tuttavia, la vera svolta istituzionale è avvenuta
il 14 giugno 2011 a Castel Thun, quando il Land Tirolo e le Province Autonome di Bolzano e di
Trento hanno siglato l’atto costitutivo del GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale).
Questa figura giuridica ha conferito alla cooperazione una propria personalità legale, permettendo
di passare da un livello informale a un quadro istituzionale solido, capace di coordinare progetti
transfrontalieri con un’efficacia senza precedenti.
Oggi l’Euregio si pone in un contesto dove oltre un terzo dei cittadini europei vive e lavora in
regioni di confine, la rimozione degli ostacoli burocratici e la promozione del dialogo non sono più
opzionali. Attraverso il principio della sussidiarietà e il coinvolgimento delle comunità locali
(CLLD), l’Euregio promuove un approccio democratico che parte dal basso, permettendo ai decisori
locali di utilizzare i finanziamenti europei per rispondere alle reali necessità del territorio.
Le sfide che attendono queste terre — dalla mobilità sostenibile alla digitalizzazione, fino alla lotta
contro il cambiamento climatico — non conoscono confini di Stato. Affrontarle con una voce sola
non è solo una scelta strategica, ma un dovere morale verso le generazioni future.
EUREGIO, punta proprio a coinvolgere maggiormente la popolazione, i comuni e i parlamenti eletti
per preparare l’istituzione alle innovazioni del prossimo decennio.
L’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino sta dimostrando che, quando i popoli riconoscono le proprie
radici comuni, il confine cessa di essere una cicatrice per diventare un legame duraturo ed
indissolubile.
l’Euregio non è solo un’istituzione: l’Euregio rappresenta i nostri popoli alpini.

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