Sui sentieri dei contrabbandieri: il Monte Bisbino e il Sasso Gordona

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di Guido Sala

Immediatamente a nord del valico di Maslianico una serie di montagne separa (o unisce?) la provincia di Como dal Cantone Ticino: è il gruppo del Sasso Gordona-Monte Bisbino, formato da alcune vette in gran parte erbose e boscose, pur con qualche affioramento roccioso, caratterizzate da fianchi piuttosto ripidi sia verso il ramo occidentale del Lario che verso la Valle di Muggio, in Svizzera, posta ad ovest di essi. Le cime di questo gruppo montuoso sono, procedendo da sud a nord, il Monte Bisbino (1.325 m), il Poncione della Costa (1.253 m), il Monte Colmegnone o Poncione di Laglio (1.383 m) con il vicino Monte San Bernardo (1.351 m), da dove la cresta si biforca in due; verso nord si rialza al Monte Comana (1.210 m), per poi scendere al Monte Gringo (1.097 m) e in Valle d’Intelvi, mentre a ovest del Monte San Bernardo risale al Sasso Gordona (1.410 m), dalla caratteristica forma piramidale tronca, che è la cima più alta del gruppo, e il Poncione di Cabbio (1.263 m), che scende in Valle di Muggio.

Il Sasso Gordona dalla Valle di Muggio.

Da secoli montagne di confine, caratterizzate da lunghi sentieri che dalle sponde solari del Lago di Como o dalla Valle di Intelvi si inerpicano per i loro ripidi pendii fino ai valichi che permettono tuttora di passare in Ticino con discrezione, nei decenni scorsi essi erano battute dai contrabbandieri che facevano la spola con la Svizzera in cerca di sigarette, alcolici, caffè e cioccolato da rivendere in Italia come merce di contrabbando. Lungo tutta la cresta di confine fu stesa una rete per impedire il passaggio dei contrabbandieri – la Ramina – e parte di essa è ancora visibile, anche se in cattivo stato, in alcune aree del Monte Bisbino. Ricordano l’epoca del contrabbando anche i numerosi rifugi presenti su questi monti, tutti ricavati da ex-caserme della Guardia di Finanza: il Rifugio Bugone (1.119 m), a nord del Monte Bisbino, il Rifugio Murelli (o dei Murelli, 1.200 m), poco sotto il Monte Colmegnone, il Rifugio Binate (1.200 m), non distante dal Monte Comana, e il Rifugio Prabello (1.201 m), ormai sul confine italo-svizzero, tra il Sasso Gordona e il Poncione di Cabbio.

Il Monte Bisbino è raggiungibile a piedi da tutti i suoi versanti, oltre che dalla tortuosa carrozzabile costruita a scopo militare che da Rovenna, frazione di Cernobbio, sale fino alla vetta: da Gentrino, altra frazione “montana” di Cernobbio, un lungo sentiero permette di raggiungere la vetta del monte passando per la Croce dell’Uomo (790 m), dove si incontra una chiesetta dedicata a Sant’Abbondio, alcune bizzarre sculture in legno, opera di Giò Aramini, e una bella vista su Como. Il sentiero prosegue entrando in Svizzera, incontrando il sentiero che sale da Sagno, tre croci in legno a ricordo di tre uomini (Carlo Casartelli, carabiniere a Chiasso, Don Michele Cereghetti, parroco di Bruzella, e un certo Antonio Ferrari), rimasti uccisi in un oscuro scontro politico nel 1843 e un paio di garitte (punti di avvistamento della Guardia di Finanza), fino a raggiungere l’Alpe di Cavazza (1.180 m). Da qui si sale alla località Terman, dove si rientra in Italia, raggiungendo con un ultimo ripido strappo la vetta del Monte Bisbino. La cima è caratterizzata dal Santuario della Beata Vergine del Bisbino, la cui prima testimonianza scritta risale al 1368.

Monte Bisbino, 1.325 m.

Posta in cima al monte e sorta probabilmente su un luogo di culto preesistente, essa è meta di pellegrinaggi dal XVI secolo ed appare quasi come una chiesa fortificata; nel XVII secolo fu aggiunto il campanile e nel 1815 l’accesso frontale con le scalinate di accesso. Su una delle sue pareti un’iscrizione ricorda come Rovenna sia uscita indenne dalla peste del 1630 grazie ad un voto fatto alla Beata Vergine del Bisbino. Al suo interno vi sono due statue della Madonna: una di marmo, rivolta verso la chiesa principale, e una in legno, posta in coro, la più antica e la più venerata, seduta in trono e col Bambino benedicente.

Beata Vergine del Monte Bisbino

La vetta del Monte Bisbino, che ospita anche un rifugio-ristorante, pochi resti delle fortificazioni della Linea Cadorna e alcune antenne telefoniche, è raggiungibile anche da Sagno, raccordandosi al sentiero descritto, da Rovenna e da Bruzella, sul lato svizzero in Valle di Muggio, per un bell’itinerario, ben segnalato ma non troppo frequentato, che appunto da Bruzella (612 m), raggiunge la Sella Cavazza (1.162 m), poco sotto l’Alpe omonima, passando per la graziosa chiesetta della Madonna di Loreto (717 m), in località Zoch, e la solitaria Alpe Loasa (968 m), dove si trova una vecchia nevera, una struttura cilindrica dove si manteneva la neve a scopi di conservazione. Dalla Sella Cavazza il sentiero si unisce a quello già descritto e raggiunge la vetta del monte.

Nevera all’Alpe Loasa.

Dal Monte Bisbino è possibile proseguire in cresta, passando la Ca’ Bossi (1.188 m), una ex-colonia dei Padri Somaschi ormai abbandonata, e da qui in discesa raggiungere la Colma del Bugone, con il rifugio omonimo, e quindi il Rifugio Murelli. La Colma del Bugone è raggiungibile anche da Moltrasio per un lungo sentiero attraverso Casarico e i Monti di Lenno (570 m). Tra i due rifugi si eleva il modesto Poncione della Costa la cui vetta, interamente boscosa, è di scarso interesse. Dal Rifugio Murelli, raggiungibile con lunga salita anche dalla Chiesa di Santa Marta a Carate Urio attraverso i Monti di Carate (732 m), per sentiero molto panoramico si può salire il Poncione di Laglio o Monte Colmegnone (1.383 m), precipite sul lago, da cui si gode una splendida vista sul Lago di Como.

Monte Colmegnone, 1.383 m.

Dal Rifugio Murelli è possibile raggiungere anche la cima del vicino Monte San Bernardo (1.351 m), teatro nel 1848 di uno scontro a fuoco tra alcuni insorti mazziniani e i soldati austriaci, oppure proseguire poco sotto la cresta fino al Rifugio Binate. Da qui la via si biforca: scendendo un poco sul versante intelvese e poi tornando sulla cresta principale si raggiunge la vetta del Monte Comana (1.210 m), raggiungibile anche con lunga ascesa da Brienno, oppure, scendendo verso Posa di Schignano con dubbia convenienza si può raggiungere il modesto Monte Gringo (1.097 m). La cima del Monte Comana, anch’essa a picco sul Lago di Como, offre una splendida vista sul bacino del Lario fino all’Alto Lago, essendo ormai quasi in prossimità di Argegno. La lunga salita da Brienno permette di percorrere la “Scala Santa”, un ripido tratto di mulattiera acciottolata, conservato quasi perfettamente, utilizzata nei secoli passati per raggiungere gli alpeggi per la fienagione.

La Scala Santa, salendo al Monte Comana.

Se invece dal Rifugio Binate si tiene la dorsale principale si raggiunge l’attacco del Sasso Gordona tramite “Il Sentiero delle Espressioni”, caratterizzato da belle sculture in legno. Cima più alta del gruppo, anomala rispetto ai fratelli minori essendo interamente rocciosa, la sua salita – non difficile – richiede un minimo di attenzione e assenza di vertigini. Corde fisse proteggono il sentiero – utili soprattutto in inverno – fino alla cima e poi scendendo sull’altro lato del monte verso il Rifugio Prabello. Raggiunta la vetta a 1.410 m, il paesaggio è grandioso.

Sasso Gordona, 1.410 m.

Essendo privo di vegetazione questa piccola vetta regala una vista a 360° sul Monte Generoso, la Valle di Intelvi e il gruppo del Monte Galbiga, il bacino del Lario, l’Alto Lago e la cresta Monte Legnone-Pizzo dei Tre Signori, le Grigne, il Resegone e la pianura lombarda, fino al Monte Rosa e al Monviso. Il Sasso Gordona, vista la conformazione naturalmente forte, fu nodo importante della Linea Cadorna e tuttora è attraversato da trincee e gallerie parzialmente visitabili. La salita al Sasso Gordona non è obbligatoria per raggiungere il bel Rifugio Prabello, proseguendo il Sentiero delle Espressioni sul lato nord del monte pressoché in falso piano. Il Rifugio Prabello è comodamente raggiungibile anche dal Pian delle Alpi (960 m), in Valle d’Intelvi o da Cabbio (652 m), in Valle di Muggio. Poco più ovest del Rifugio Prabello la cimetta del Poncione di Cabbio chiude il gruppo montuoso, in un ambiente solitario tra Italia a Svizzera. Dal Rifugio Prabello è possibile aggirare il Poncione di Cabbio sul versante nord, scendendo all’Alpe del Bonello (1.100 m), e da qui per comoda sterrata raggiungere il sentiero che sale da Cabbio.

Nota Tecnica

Tutti i percorsi del Gruppo Monte Bisbino-Sasso Gordona possono essere definiti di media montagna (livello di difficoltà massimo EE). Non si sottovalutino comunque eventuali escursioni poiché esse si svolgono sempre in ambiente di montagna e possono richiedere anche alcune ore di cammino, specialmente se affrontate dai paesi rivieraschi del Lago di Como. Valutare sempre le proprie forze e capacità, e nel dubbio farsi accompagnare da persone esperte. Si raccomanda anche attenzione a descrizioni dei percorsi trovati in rete su siti non autorevoli. L’ambiente montano non è necessariamente ostile e pericoloso, tuttavia tutti i percorsi richiedono equipaggiamento adatto (scarpe, abbigliamento, zaino, acqua) e un livello di attenzione elevato, anche sui percorsi più facili. Si raccomanda prudenza sul Sasso Gordona, specialmente in inverno. La salita non è difficile ma richiede passo fermo. Se si vuole salire sul Poncione di Laglio da Carate Urio, senza passare dal Rifugio Murelli, seguire attentamente i radi bolli che conducono sulla cresta N del monte. È comunque consigliato passare dal Rifugio Murelli. Le lunghe salite che da Gentrino, Rovenna, Moltrasio, Carate Urio e Brienno raggiungono i passi del gruppo non hanno nessuna difficoltà ma richiedono allenamento. Il dislivello è sempre attorno ai 1.000 m, pari a circa tre ore di salita. Evitare fuoripista per non trovarsi in situazioni antipatiche, in quanto i versanti di queste montagne sono piuttosto ripidi e possono condurre in aree impervie.

Guido Sala

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