LINGUE MADRI IN AGONIAIL PARTITO POPOLARE DEL NORD DENUNCIAL’OSTRUZIONISMO POLITICO E RECLAMAIL RUOLO CARDINE DELLA SCUOLA
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Di Lucas Casati
Paolo Gulisano e Lucas Casati
Solo la scuola può salvare l’Occitano e le nostre identità dall’estinzione definitiva.
LECCO/CUNEO – 6 settembre 2026 – Il Partito Popolare del Nord solleva con forza e fermezza la
questione drammatica della tutela delle minoranze linguistiche storiche del nostro territorio,
puntando il dito contro l’indifferenza e l’ostruzionismo ideologico di chi sta condannando a morte
il nostro patrimonio culturale più prezioso: le nostre lingue madri.
I dati emersi sul declino dell’occitano nelle valli piemontesi tracciano un quadro desolante e
impietoso: si stima che i giovani sotto i vent’anni in grado di parlare fluentemente la lingua d’oc
siano ormai meno di 50 in tutto il territorio. Una deriva che, se non invertita immediatamente,
porterà alla scomparsa totale e definitiva dell’occitano nel giro di trenta o quarant’anni, riducendo
celebrazioni storiche e identitarie come la Baìo di Sampeyre a mere recite private della loro anima
linguistica.
Di fronte a questa emergenza, la risposta delle istituzioni e di alcune forze politiche è stata finora
di un’inerzia sconfortante.
Il Partito Popolare del Nord denuncia con assoluta fermezza l’atteggiamento di chi ha ignorato gli
spazi di manovra aperti dalla Legge statale 48/1999 (“Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche”).
Le scuole, le Province, i Comuni e la stessa Regione hanno spesso finto di non vedere, frenati da una cronica mancanza di forza e volontà politica nell’applicare una norma pur imperfetta ma
preziosa.
Sulla gravità di questa situazione intervengono congiuntamente Paolo Gulisano, Responsabile
della Commissione Cultura, Identità e Questioni Sociali del Partito Popolare del Nord, e Lucas
Casati, Responsabile Federale del Partito Popolare del Nord:
«È semplicemente intollerabile applicare parzialmente o non applicare la legge sulla tutela delle
minoranze linguistiche. Non possiamo assistere al tentativo di vanificare l’insegnamento delle
nostre lingue madri, nascondendosi dietro scuse contrattuali o vincoli di bilancio, rappresenta un
insulto alla nostra storia.
I convegni, le passerelle folk, dell’associazionismo finanziato e i gruppi musicali che cantano in
italiano sventolando bandiere occitane non hanno salvato, e mai salveranno, un solo giovane
parlante. L’unica lezione che dobbiamo imparare, come dimostra lo straordinario riscatto della
lingua basca sui Pirenei, è che solo la scuola può salvare una lingua minoritaria dalla dispersione
generazionale.
Esigiamo che la lingua d’oc entri trionfalmente nei programmi scolastici ministeriali della scuola
materna, elementare e media come materia di studio curriculare, sullo stesso piano dell’italiano e
della matematica. Occorre che la Regione istituisca subito un “Albo degli studiosi della lingua d’oc”
altamente qualificati e un “Albo dei parlanti di madrelingua” per portare l’insegnamento vivo e
strutturato nelle aule. La nostra lingua è la nostra terra; difenderla nelle scuole non è un’opzione,
è un dovere sacro al quale il Partito Popolare del Nord non intende sottrarsi».
Il Partito Popolare del Nord ribadisce che la tutela della diversità linguistica non è un vezzo
nostalgico, ma un pilastro costituzionale e civile. La battaglia per l’applicazione rigorosa della
Legge 482 e per il riscatto della scuola pubblica come baluardo identitario proseguirà senza sosta
in tutte le sedi istituzionali.
Paolo Gulisano
Responsabile Commissione Cultura, Identità e Questioni Sociali del Partito Popolare del Nord
Lucas Casati
Responsabile Federale del Partito Popolare del Nord





